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Numero 03/2015

Sezione formazione


Esperienza di Terapia Occupazionale in età evolutiva: applicazione del Modello Vivaio (MOVI)

 

Yann Bertholom, Trento, è fondatore TOOC (Terapisti Occupazionali Oltre Confine), gruppo che si occupa di formazione per esperienze lavorative specifiche nell’Area della Solidarietà Internazionale. Dal 2005 al 2008 è stato presidente dell’AITO (Associazione Italiana dei Terapisti Occupazionali) ed è attualmente presidente della SITO (Società Scientifica Italiana di Terapia Occupazionale). Ha lavorato per 8 anni in pedo-psichiatria presso l’ospedale di Dinan in Francia ed ora lavora nel Centro abilitativo per l’età evolutiva: “Il Paese di Oz” dell’ANFFAS di Trento dal 1992.

 

L’articolo descrive l’applicazione del modello concettuale di Terapia Occupazionale il Modello Vivaio (MOVI) in una esperienza nell’età evolutiva. L’articolo era stato presentato sotto forma di relazione al quarantennale del Vivaio (Centro di Psicologia dell’età evolutiva) a Milano. Come TO ho cercato nel corso dell’articolo di introdurre, esplicitare, soffermandomi anche tramite alcuni esempi clinici, in cosa consiste il mio lavoro clinico di terapista occupazionale attraverso una pratica basata sui nostri modelli concettuali.

 



 

Disabilità e sessualità: la figura dell’assistente sessuale

 

Valeria de Prophetis, Pescara e Teramo, Psicologa, Psicosessuologa, Consulente Tecnico di Parte, Psicologa Giuridica, Esperta in Metodo Rorschach, Psicoterapeuta in formazione Modello Strutturale Integrato (M.S.I.). Libero Professionista in Abruzzo.

 

Il presente elaborato nasce con l’intento di offrire al lettore una panoramica, sia mondiale sia nazionale, inerente un tema che nell’ultimo periodo, nel nostro Paese, sta suscitando interesse: l’assistenza sessuale per persone disabili.

Partendo da quelli che sono i bisogni di ogni essere umano, per poi concretizzarsi nei diritti, si valuta la necessità di considerare, attraverso le esperienze degli altri Stati, la “legalizzazione” della figura dell’assistente sessuale, attraverso l’approvazione del Disegno di Legge 1442 presentato in Senato nel 2014 e ancora in fase di valutazione.

Si descrive così il compito di tale figura professionale, che si pone in stretta correlazione con quelle che sono le difficoltà ed i bisogni, in ambito affettivo e sessuale, dei disabili.

Le teorie contemporanee suggeriscono la necessità di individuare, per poi correggere, quelle che sono “etichette”, tabù, o peggio ancora “trasparenze”, instaurate ed ancorate nella nostra cognizione di società. Di contro, i modelli sociologici moderni europei ed americani, si focalizzano sulle risorse piuttosto che sulle difficoltà.

Si vogliono perciò di seguito riportare gli strumenti a disposizione per garantire uno dei principi fondanti dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): il perseguimento ed il mantenimento della salute e del benessere psicofisico di ogni individuo.