Numero 03/2006

Numero 03/2006 - completo

Sezione formazione

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa
Rita Pecorari, Città di Castello (Pg), laureata in Scienze dell’Educazione con indirizzo Educatore Professionale Extrascolastico; lavora nell’ambito delle assistenze scolastiche occupandosi di progetti di CAA.

Con Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), si intende l'insieme di conoscenze, di tecniche e strategie che è possibile attivare per facilitare la comunicazione con persone che presentano una carenza o un'assenza, temporanea o permanente, nella comunicazione verbale. L'aggettivo Alternativa indica il ricorso a modalità di comunicazione diverse dal linguaggio orale. L'aggettivo Aumentativa indica come le modalità di comunicazione utilizzate siano tese non a sostituire ma ad accrescere la comunicazione naturale e consente di pensare alle strategie, alle tecniche e agli ausili come possibilità di fornire qualcosa di aggiuntivo ad abilità comunicative di cui la persona è già in possesso (gesti, vocalizzi, sguardo..).

Il comportamento problema nell’autismo
Alessandro Pace, Pavia, Psicologo, Dottorando di Ricerca e Professore a contratto di Psicoterapia Cognitivo-comportamentale presso l'Università degli Studi di Pavia.
Stefania Ucelli di Nemi, Pavia, Psichiatra, Professore aggregato di Psichiatria, Docente di Psicologia della riabilitazione e dell’handicap, Responsabile del Laboratorio Autismo presso l'Università degli Studi di Pavia, Direttore dell'RSD "Cascina Rossago", S. Ponzo Semola (PV).

“In alcuni casi di autolesionismo, se li sottoponevamo ad una leggera scossa elettrica come punizione essi smettevamo di farsi del male. Direi che ciò funzionava 8 volte su 10, producendo di solito dei cambiamenti molto significativi. Questo succedeva nel giro di 60 secondi. Bambini che si erano fatti male per 8, 9 o 10 anni immediatamente smettevano quando ricevevano lo shock. Si trattava di uno shock doloroso, generato da batterie per torce elettriche, che provocava un dolore acuto sulla pelle. I bambini allora si fermavano e rimanevano fermi per circa mezzo minuto, come se non credessero a quello che stava succedendo. Dopo alcuni shock gran parte dei bambini si potevano considerare ‘sotto controllo’ “ Intervista a Ivar Lovaas (Simpson, 1989).

La sicurezza nelle organizzazioni
Marzia Tarter, Trento, ingegnere per l’ambiente e il territorio.
Risk Manager della Cooperativa Sociale Villa Maria di Lenzima di Isera (Tn).

La sicurezza è un metodo ma anche un obiettivo: se si vive in sicurezza si fa sicurezza, se si fa sicurezza si vive in sicurezza. Dal momento in cui si vuole affrontare operativamente l'argomento sicurezza è necessario innescare un ciclo che non si deve fermare mai. Il ciclo della sicurezza è composto da più momenti che si succedono continuamente, se si ferma questo ciclo si ferma la sicurezza. In questo articolo ho cercato di rappresentare il ciclo della sicurezza e gli aspetti ad esso correlati, basandomi in gran parte sull’esperienza personale, quotidiana ma non solo anche sulla mia formazione personale, che giorno dopo giorno si arricchisce di nuovi aspetti, nuovi elementi.