Numero 03/2006

Numero 03/2006 - completo

Sezione esperienze

L’università per gli studenti con deficit
Renata Piccolo, Bologna, laureata in Scienze dell’Educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna, Educatrice Professionale.

Negli ultimi anni l’integrazione delle persone con deficit nelle scuole e, in generale, nella società è diventata di interesse rilevante; perciò si è ritenuto opportuno analizzare la situazione degli studenti con deficit nelle università, prestando particolare attenzione a quella di Bologna, ovvero la sede della più antica università d’Italia.
L’articolo, dopo la presentazione dei dati statistici inerente la presenza degli studenti con deficit sia nelle università italiane sia specificatamente in quella di Bologna, propone un breve excursus legislativo riguardante il diritto allo studio universitario delle persone disabili. In seguito si considerano i servizi rivolti a tali studenti con un’analisi della figura del delegato dal Rettore per l’handicap, le attività dell’Ufficio handicap dell’Università e dell’Azienda Regionale per il diritto allo studio universitario.
Dopodiché si analizza la vita universitaria delle persone con deficit iscritte a cinque facoltà dell’Ateneo bolognese (Lettere e Filosofia, Scienze della Formazione, Giurisprudenza, Economia ed il corso di laurea in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo): per ciascuno si considerano gli aspetti relativi ai dati anagrafici, alle abitazioni presso le quali dimorano sia nella città universitaria sia nella città di residenza, alle uscite, all’impegno civile e al tempo libero. Inoltre, si presentano i dati ottenuti attraverso le interviste rivolte ai Presidi di facoltà e al personale impiegato negli uffici suddetti; con queste interviste si cerca di conoscere l’effettiva accessibilità agli spazi, la disponibilità di strumenti informatici utili al superamento dell’handicap e la qualità dei rapporti.
Infine, si riportano alcune proposte utili per il superamento delle difficoltà attualmente esistenti che, purtroppo, complicano l’attività di studio e quindi la formazione di questi studenti: la normalizzazione dei “bisogni speciali” e la maggiore informazione fornita da persone competenti in materia rivolta non solo agli studenti disabili, ma anche al personale docente e non docente occupato all’interno delle università.

Progetto sperimentale vita indipendente. Quattro alloggi domotici per persone disabili motori
Valter Mazzucotelli, Trento, Dirigente de Servizio Casa e Residenze protette presso il Comune di Trento

L’Amministrazione Comunale in collaborazione con Provincia Autonoma di Trento, Istituto Trentino per l'Edilizia Abitativa (ITEA) e Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari ha promosso un’ipotesi di sperimentazione di un progetto di vita indipendente finalizzato all’assistenza di soggetti con necessità particolari dovute a disabilità fisico/motorie.
La Giunta Provinciale ha condiviso pienamente il progetto stabilendo che ITEA mettesse a disposizione del Comune cinque alloggi ritenuti idonei e situati in un nuovo complesso cittadino: quattro alloggi destinati a soggetti richiedenti ed un quinto per funzioni di supporto. Gli alloggi sono stati successivamente ammobiliati e destinati a quattro disabili motori per permettere loro una vita autonoma e di intraprendere in via sperimentale il citato progetto.
L’assegnazione è avvenuta il 1° febbraio 2004 a quattro soggetti e la sperimentazione quadriennale del progetto ha la finalità di permettere di monitorare l’esperienza per ottenere dati sulla rispondenza delle tecnologie domotiche rispetto alla vita quotidiana degli inquilini e per valutare quanto la domotica possa consentire l’indipendenza di soggetti disabili, fornendo anche utili indicazioni per le future progettazioni.