Numero 03/2006

Numero 03/2006 - completo

Editoriale

E’ risultato spesso utile, per completezza di analisi o semplicemente per intenti comparativi, permettere agli argomenti trattati in Spazi e Modelli di effettuare digressioni in settori limitrofi: pur mantenendo quindi la centralità focale della disabilità psicofisica, ci riferiamo ad esperienze parallele in cui si sono comunque esplorate le dimensioni dell’autonomia (personale, sociale), così come la necessità – in qualche modo “esistenziale” – dell’autogoverno e dell’indipendenza, o la relazione con l’ambiente, con un dato di realtà spesso limitativo o costrittivo, con cui confrontare e misurare “l’handicap”.
Per tali motivi i primi due articoli, a firma Piccolo e Mazzucotelli, si rivolgono al mondo della disabilità commentando l’accessibilità di agenzie educative (l’università) o di percorsi di autonomia in alloggi domotici: la panoramica dei servizi e delle opportunità nel primo caso, le soluzioni tecniche nel secondo, costituiscono quindi due dimensioni di un’unica possibile visione relativa, appunto, al confronto attivo con la realtà.
Nella sezione ricerca, Capitanio e Falcetti propongono un’indagine relativa alla strutturazione dei CEOD facenti parte del campione (caratteristiche di assetto), agli obiettivi da essi posti e agli strumenti per perseguirli (intenzionalità esplicita e dichiarata), al significato attribuito alla supervisione.
Un ventaglio così ampio di punti di interesse viene elaborato nel testo permettendo una valutazione di tipo qualitativo riferibile al significato dell’intervento da cui comprendere i nuclei teorici sottostanti, spesso impliciti ma non per questo meno rilevanti nell’agire educativo e nelle prassi.
La sezione formazione si articola in tre lavori di impronta differente: nel primo caso, Rita Pecorari focalizza, con una sintesi efficace, l’ampio ambito della Comunicazione Aumentativa e Alternativa definendone le basi concettuali, metodologiche, applicative.
Nel secondo caso, Pace e Ucelli di Nemi ci coinvolgono in una “densa”, in quanto contenuta in un breve articolo, e puntuale riflessione sui comportamenti problema in soggetti autistici: la portata, nota a chi opera nel settore, l’importanza di corretti interventi educativi e, a monte, interpretativi, ci portano a sollecitare gli autori ad una prosecuzione dell’argomento, in modo più ampio, in ulteriori proposte sui prossimi numeri della rivista, vista anche la dimensione delle esperienze di cui sono portatori – “Cascina Rossago”.
Nel terzo caso, Marzia Tarter sottolinea nuovamente l’approccio pragmatico e operativo trattando il tema della sicurezza in strutture di accoglienza per disabili. Crediamo sia interessante verificare la vicinanza possibile tra il mondo della tecnica (normative e procedure per la sicurezza) e il linguaggio dei contesti educativi e socio- riabilitativi, potendo integrare il rispetto assoluto delle norme e delle prescrizioni con la dimensione relazionale dell’accoglienza in contesti, per l’appunto, “protetti” anche sul piano psicologico.
L’articolo che completa questo numero di Spazi e Modelli investe un argomento certamente a carattere essenziale: rispetto al “dopo di noi”, la realizzazione di strutture abitative per persone disabili intese come luogo fisico e come garanzia della qualità del vivere.
Da questa riflessione è nata un’iniziativa finalizzata alla realizzazione di soluzioni abitative attraverso un ente garante, la Fondazione Orizzonti Sereni (FON.O.S.).
La convinzione e la determinazione delle famiglie, sostenute dalla responsabilità genitoriale, innesca quindi non solo nuovi stimoli di dibattito ma anche, come in questo caso, attivazione di nuovi servizi e risorse