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Numero 02/2016

Sezione esperienze


Arti marziali, risorsa contro il bullismo

 

Nicola Gubert, Trento, laureato in Psicologia con indirizzo Neuroscienze é da sempre nel campo delle patologie dello Spettro Autistico e dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Lavora nelle scuole sia come Assistente Educatore che come Esperto Docente/Psicologo.

 

Il bullismo moderno: tra social network e denigrazioni pubbliche, attacchi in branco ed isolamento sociale. Ormai il ventaglio delle possibili caratteristiche con cui il bullismo si sta manifestando diviene sempre più variegato rendendo più complesso trovare un approccio univoco che possa dare sollievo a chi è vittima di simili comportamenti. Nell’articolo si porta l’esempio di un progetto in cui le arti marziali hanno svolto un ruolo fondamentale per il recupero di questi ragazzi che, nella maggior parte dei casi, manifestavano disabilità certificata secondo la Legge 104/92 o disagi di altra natura. Anche grazie a questa meravigliosa arte è stato possibile favorire l’instaurarsi di relazioni significative, senso di appartenenza e coesione nel gruppo di “allievi”, in un percorso che ha permesso loro di scoprirsi “amici” a prescindere dal proprio passato.

 

Mi sento adulto perché ti sto insegnando: l’esperienza del progetto “Un cesto a 4 mani”

 

Lucia Siesto, Arco (TN), psicologa, assistente-educatrice presso la sede di Arco della Cooperativa Laboratorio Sociale.

Gino Malfer, Arco (TN), assistente-educatore presso la sede di Arco della Cooperativa Laboratorio Sociale.

Carlo Dalmonego, Trento, psicologo e psicoterapeuta, vicedirettore e responsabile dell’area psicopedagogica della Cooperativa Laboratorio Sociale.

 

Lavorare in un’ottica inclusiva, che veda la persona con disabilità intellettiva (DI) realmente partecipe del proprio progetto di vita, deve diventare un obiettivo prioritario dell’agire educativo. In questa direzione vanno quelle proposte in grado di fornire occasioni alle persone con DI di ricoprire ruoli realmente adulti, favorendo la percezione matura del agendo sui diversi domini che compongono il costrutto della Qualità di Vita. Da questi presupposti è nata l’idea di realizzare un laboratorio artigianale nella Scuola Primaria in modo da restituire alle persone con DI il ruolo adulto congruo con la loro età anagrafica, in un contesto inclusivo come quello scolastico.

 

Educatori riflessivi dentro un’organizzazione riflessiva. L’attivazione di un processo di formazione-ricerca all’interno di una Cooperativa Sociale

 

Romeo Arnoldo, Trento, coordinatore di servizi di educativa domiciliare e membro del con- siglio di amministrazione della Cooperativa Sociale Kaleidoscopio di Trento.

Cristiano Conte, Trento, si occupa di sviluppo di comunità e processi di supporto alla proget- tazione sociale e formativa presso la Cooperativa Sociale Kaleidoscopio di Trento.

 

Una Cooperativa Sociale di Trento scommette sulla possibilità di rinnovare il senso del proprio lavoro sociale, interrogandosi sulle condizioni e le modalità per recuperare, valorizzare e rendere trasmissibili i saperi di cui sono intrise le esperienze dei propri educatori. Viene avviato un processo di formazione-ricerca, tra riflessioni di gruppo e sperimentazioni sul campo, che porta i partecipanti ad un nuovo sguardo sul proprio agire educativo, individuandone “parole generatrici”  e orientamenti significativi.