Numero 02/2009

Sezione esperienze

Con gli occhi della rabbia e dell'arcobaleno

Marta Perucconi, Milano, Psicologa, laureata in Psicologia Clinica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano; specializzanda in psicoterapia infantile presso l'Associazione Italiana Psicoterapia Psicoanalitica Infantile di Milano; lavora come educatrice a scuola.

Alice è una bambina di quasi 11 anni affetta da tetraplegia spastica dalla nascita. L’ultimo anno di scuola elementare l’ha posta di fronte, oltre alle crescenti richieste didattiche, anche a delicate questioni legate alla sua disabilità. Le dipendenza dagli altri, il sentimento di diversità e l’incertezza verso il futuro hanno generato in Alice importanti domande e profonde angosce, sottolineando l’importanza che la bambina venga accompagnata nel suo percorso di crescita e aiutata a dar nome alle proprie emozioni e paure legate alla malattia. Il presente articolo ripercorre questa parte di percorso che, da educatrice, ho condiviso con lei.

 

Tra un suono e l’altro c’è dentro un mondo: riflessioni e appunti sul silenzio

Emanuele Currò, Vicenza, musicista e poeta, paraplegico dal 2003, ha cercato di trasformare la propria condizione in occasione per comprendere più in profondità l’uomo e la vita. Sta completando gli studi presso la Scuola di Specializzazione in Musicoterapia “G. Ferrari” di Padova e contemporaneamente si occupa di libera espressione vocale e utilizzo della voce/strumento sia in ambito terapeutico che artistico.

Cosa si intende per silenzio? In questo articolo si affronterà l’argomento del silenzio, non solamente considerandolo come assenza di suono, bensì da un punto di vista più generale e vasto, ma non per questo meno importante, che è quello del tempo che intercorre tra un suono e l’altro, oppure di quello che definiamo ascolto o meditazione e ancora del tacere e dell’attesa (con le loro implicazioni). Il silenzio ha bisogno di un proprio tempo e di un proprio spazio per poter divenire un’utile occasione di incontro con se stessi o con gli altri e non necessariamente creando un senso di solitudine e isolamento.