: preg_replace() [function.preg-replace.php]: The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/speedtec/www/agoratn.it/includes/unicode.inc on line 311.

Numero 02/2007

Numero 07/2007 - completo

Sezione contributi famigliari e lavoro con la famiglia

Disabilità, fratelli e famiglia
Anna Marozzi, Milano, laureata in psicologia a Pavia, volontaria presso la “Fondazione Ariel” – Centro di Disabilità Neuromotorie Infantili, Pieve Emanuele (MI).

Fino a non molto tempo fa parlare di disabilità significava concentrarsi sul “limite fisico”, più o meno grave, che una determinata persona manifestava rispetto alla maggioranza della popolazione: la componente prettamente bio-medica assumeva, così, un ruolo predominante.
Nel corso degli anni ricercatori ed operatori hanno iniziato ad occuparsi dell’individuo nella sua interezza ed hanno trasferito il “focus” attentivo dalla cura della sola malattia alla qualità della vita. Infine, si è passati dal trattamento individuale ad una presa in carico sociale, includendo tutti i gruppi cui il soggetto disabile appartiene: dalla famiglia nucleare agli amici, dalla comunità ai Servizi Territoriali.
Un tale allargamento di vedute implica non pochi vantaggi: (i) fornisce un quadro più veritiero della situazione, in quanto ogni persona non può non prescindere dal contesto in cui agisce, (ii) sottolinea le risorse che derivano dall’essere “abilmente-diversi”, senza comunque negarne le problematiche di base e (iii) consente un ulteriore ampliamento degli orizzonti terapeutici.
Dopo un breve inquadramento teorico e storico, il presente contributo illustrerà il ruolo ricoperto dalla famiglia del disabile nell’esperienza quotidiana: il nostro scopo è di ri-defininire il concetto di disabilità tramite gli occhi di chi deve conviverci ogni giorno e che considera questa condizione non soltanto in termini di fatica e sofferenze, ma come fonte di crescita, sfida o ragione di vita.