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Numero 02/2006

Numero 02/2006 - completo

Sezione formazione

Un futuro lavorativo per le persone con disabilità: esperienze e ricerche.
De Angelis Cristina, Ancona, ha conseguito la laurea in Scienze dell’Educazione ed il Diploma Universitario in Educatore di Comunità. Dal 2002 al 2006 ha svolto servizio prima come tirocinante poi come docente per il centro per l’impiego e la formazione di Urbino svolgendo il ruolo di insegnante di sostegno e tutor durante il periodo di stage degli alunni diversamente abili.

L'inserimento e l'integrazione delle persone con disabilità sono fondamentali: la scuola, la società e il mondo lavorativo devono saper accogliere le persone diversamente abili garantendo così la loro stima e auto formazione.
La legge n. 68 del 1999 sulle norme per il collocamento dei disabili cerca di delineare la nuova programmazione, evidenziando quanto sia importante mettere in luce il valore dell'integrazione scolastica, sociale e lavorativa limitando il più possibile l’esclusione delle persone con deficit.
Il tirocinio durante l’Anno Accademico 2002-2003, il vissuto e l’osservazione presso il Centro per l’Impiego e la Formazione di Urbino è stata un’esperienza nuova ed interessante soprattutto per approfondire le innovazioni della Legge n. 68 del 1999.

Un abito per l’identita’.Dall’infanzia all’adolescenza, la difficile coniugazione dell’handicap motorio al femminile
Ricò Veronica, Firenze, laureata in Scienze della formazione primaria indirizzo insegnanti di scuola dell’infanzia ed in Scienze della formazione primaria indirizzo insegnanti di scuola primaria, attualmente lavora come insegnante di sostegno nelle scuole di Firenze.

Essere una bambina ed una ragazza disabile significa convivere con due vulnerabilità: la prima legata all’essere donna, la seconda diretta conseguenza di un deficit che, come un marchio infamante, danneggia gravemente sia le esperienze corporee che la qualità delle relazioni sociali, ostacolando la costruzione di un senso del Sé positivo e coeso.
L’articolo propone una serie di spunti riflessivi riguardanti le difficoltà che una persona portatrice di un handicap di tipo motorio può incontrare all’interno del difficile percorso di costruzione della propria identità femminile sia nell’infanzia sia nell’adolescenza.
Il percorso di lettura è arricchito da alcune testimonianze autobiografiche di donne che hanno coraggiosamente combattuto gli stereotipi sociali e le difficoltà oggettive legate al proprio deficit.