Numero 01/2017

Sezione formazione

Alcune caratteristiche della terapia occupazionale in generale in ambito psichiatrico

Matthias Moeller, Manno-Svizzera, MScOT, insegnante di terapia occupazionale; Docente – ricercatore presso il Dipartimento di Economia Aziendale, Sanità e Sociale (DEASS) della Scuola Universitaria Professionale delle Svizzera Italiana (SUPSI); studente PhD al Karolinska Institutet di Stoccolma/Svezia.

La terapia occupazionale in Italia è una professione giovane e di solito è conosciuta e riconosciuta soprattutto per il suo ruolo nella riabilitazione neurologica. Tuttavia, storicamente ha le sue radici nella psichiatria e, sull’arco dei 100 anni della sua storia internazionale ha sviluppato ottime competenze per quanto concerne la presa in carico di pazienti psichiatrici, anche se maggiormente in altri paesi. La sua idea principale è che l’uomo è un “essere occupazionale” che intrinsecamente vuole fare, agire, essere produttivo. Per questo, la sua pratica professionale si focalizza non su aspetti meramente funzionali ma, applicando una visione olistica che considera l’unicità della persona nel suo ambiente specifico, dà sempre precedenza ad attività intere significative per la persona. Idealmente, queste attività sono sia mezzo che fine terapeutico dell’intervento, e aiutano la persona a ritrovare senso e qualità di vita come anche la forza e la capacità d’agire per affrontare nuovamente la propria biografia del passato, presente e futuro.