Numero 01/2014

Sezione ricerca


Sclerosi multipla e fatica: proposta di intervento con terapia manuale

 

Milena Conforti, Rosenheim (Germania), Fisioterapista - Schon Klinik - Bad Aibling (Ger- many)

Gertraud Gisser, Bressanone (BZ), Primaria Servizio riabilitativo per adulti Azienda Sani- taria dell’Alto Adige - Ospedale di Bressanone e Vipiteno (Italy)

Matteo Castelli, Trento, Fisioterapista, ATSM ONLUS Centro di riabilitazione Franca Mar- tini – Trento (Italy)

 

Background: la Sclerosi Multipla (SM) è una malattia cronica autoimmune a carattere  in- fiammatorio, disseminata nella sostanza bianca del Sistema Nervoso Centrale (SNC) che porta a demielinizzazione, le cui cause ancor oggi sono sconosciute. In pazienti di età giova- ne-adulta è, dopo i traumi cranici, una delle più frequenti cause di disabilità neurologica. In questo lavoro di tesi si va ad indagare uno dei problemi che il 65%-97% (Colombo e Comi,

2004) dei pazienti affetti da Sclerosi Multipla definisce essere il più invalidante: la fatica. Scopo: a tal proposito si è voluto verificare se il fisioterapista, tramite delle tecniche di tera- pia manuale, possa in qualche modo incidere sulla fatica, qualora nei pazienti sia presente anche un difetto di reflusso venoso, quello che ha preso il nome di CCSVI, insufficienza ve- nosa cronica cerebrospinale.

Materiali e Metodi: è stata eseguita una ricerca in letteratura su database Pubmed-Medline- Embase utilizzando come Keywords: multiple sclerosis and CCSVI. Eseguito, poi, uno studio randomizzato controllato (RCT) su un totale di 17 pazienti affetti da Sclerosi Multipla e CCSVI, suddivisi in un gruppo di studio (GS n=8), che ha eseguito fisioterapia tradizionale ed ha ricevuto trattamento di terapia manuale, e in un gruppo di controllo (GC n=9) che ha eseguito solo fisioterapia. Ai pazienti sono state somministrate scale di valutazione sulla fatica (FFS, MFIS e MSWS-12) prima di iniziare il trattamento (T0), alla fine del trattamento (T1) e ad un mese di distanza (T2).

Risultati-Conclusioni: il trend registrato evidenzia punteggi che da T0 raggiungono un pic- co di miglioramento in T1, quindi con il trattamento, in entrambi i gruppi, il paziente miglio- ra, ma si risale poi in T2 a punteggi più elevati, seppur sempre inferiori ai dati di partenza. Migliora in generale maggiormente il GS rispetto al GC tra T0 e T1 e il dato è significativo, tra T1 e T2 si ha un peggioramento, ma i punteggi di arrivo sono comunque sempre inferiori a quelli di partenza ed il miglioramento rimane maggiore. Nel GS per la FSS da T0 a T2 il GC migliora dell’8,28% mentre il GS del 15,63 %; nella MFIS il GC migliora del 7,12% e in GS del 13,81%; dato diverso si rileva nella MSWS-12 in cui GC migliora dell’11,07% e GS del 4,76%. Per quanto riguarda il mio studio, basandosi sull’ipotesi iniziale, ossia se una proposta di terapia manuale possa incidere sulla fatica nei pazienti con SM e difetto di re- flusso venoso, si può affermare che dai dati raccolti ci sia stata una conferma. Il trattamento sperimentato sembra aver ottenuto dei discreti risultati, si nota, infatti, sempre significatività infragruppo nel Gruppo di Studio tra T0 e T1 in tutte e tre le scale di valutazione proposte.