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Numero 01/2013

Sezione contributi famigliari e lavoro con la famiglia

 

Plasticità cerebrale e apprendimento mediato

 

Cinzia Chiandetti, Trento, psicologa, lavora presso il CIMeC-Centro Interdipartimentale Mente e Cervello di Rovereto (Tn) e presso l’Unità di Psicologia dell’Università di Trieste, Dipartimento di Scienze della Vita.

Jael Kopciowski, Trieste, psicologa, psicoterapeuta, Trainer PAS e Valutatore LPAD, lavora al Centro CRESCI-Centro di Riferimento Educativo per lo Sviluppo Cognitivo Integrato.

Sito: www.centroeducativocresci.com

 

La plasticità cerebrale è stata studiata neuroscientificamente da molteplici prospettive. Si è dimostrato che se l’individuo vive sin dalla nascita in un contesto supportivo e ricco di stimoli ne ricava un guadagno netto sulle capacità cognitive e sull’equilibrio psicosociale. Dal punto di vista applicativo, la figura del mediatore così come teorizzato dal metodo Feuerstein sembra particolarmente adatto a fungere da riferimento per un recupero della funzionalità cognitivo-comportamentale a seguito di situazioni di carenza e abbandono. Qui si prova per la prima volta ad integrare i dati neurofisiologici con quanto teorizzato da psicologi ed educatori per mostrare che la qualità della mediazione non è il limite del metodo di intervento, bensì il suo punto di forza.