Numero 01/2007

Numero 01/2007 - completo

Sezione esperienze

Diversamente abili, ugualmente atleti. Lo sport come strumento di integrazione sociale della persona con disabilità
Marco Petrozzi, Alessandria, laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Torino. Gravita nel mondo della disabilità dal 1998, anno in cui inizia a collaborare con il Cissaca (Consorzio Servizi Sociali) occupandosi di marketing sociale. Dal 2001 è Responsabile tecnico ed organizzativo di una squadra di basket per atleti con diverse abilità. Nel 2006 entra a far parte dello Staff Tecnico della Nazionale italiana Special Olympics che seguirà in veste di Coach ai Giochi Mondiali di Shanghai del prossimo settembre.

Il tempo libero come aspetto importante nell’educazione ed integrazione delle persone con diverse abilità è una “scoperta” piuttosto recente. Fino a qualche anno fa, infatti, la quasi totalità degli studi e dei programmi educativi attribuivano una netta priorità ad altre problematiche, come la riabilitazione e l’inserimento scolastico e lavorativo, considerate più pressanti e ritenute garanti di un soddisfacente livello di benessere. Questa impostazione ha limitato l’integrazione delle persone disabili escludendole da altri ambiti comunque rilevanti: la cultura, il lavoro, la socialità, lo svago e lo sport. Da ciò deriva la necessità di iniziare a collocare il tempo libero al centro di qualsiasi progetto di formazione ed integrazione delle persone con disabilità.

I suoni dell’adolescenza. Il contributo della musicoterapia in un progetto di integrazione alla scuola superiore
Francisca Migliorati, Mantova, laureata in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Verona, diplomata in musicoterapia al C.M.T di Milano, musicista. Attualmente opera come musicoterapista presso l’Associazione Culturale Studio 11 a Castiglione delle Stiviere, MN.

Questo progetto di musicoterapia è nato come ricerca – azione, ovvero una forma di ricerca partecipativa compiuta da persone direttamente impegnate all’azione all’interno di una struttura, in questo caso una scuola superiore con ragazzi diversamente abili. Il progetto è durato complessivamente tre mesi e sono stati coinvolti anche gli insegnanti dei ragazzi in modo da rendere quest’esperienza il più prolungata possibile e creare un legame al di là della normale comunità scolastica, nonché di aiuto reciproco e condivisione. La musicoterapia, in questo progetto, è stata utile ai percorsi e alle strategie educative per poter creare un equilibrio all’interno dell’ambiente scolastico, offrendo maggiori opportunità formative capaci di motivare, orientare e sostenere l’apprendimento e le relazioni.