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Numero 01/2005

Numero 01/2005 - completo

Sezione formazione

Quando la disabilità intellettiva è di competenza della psichiatri: rischi e opportunità.

Drigo Maria Luisa, Trento, Psichiatra e Psicoterapeuta.

La psichiatria è chiamata oggi ad intervenire sui disabili intellettivi solo in presenza di un disturbo psichiatrico. La separazione di campo è il punto di arrivo di un percorso storico che riconosceva in origine alla psichiatria ogni competenza sul ritardo mentale.
Le diverse accezioni di malattia mentale, o più in generale l’impossibilità di avere un modello “forte” di disturbo psichico, oltre che le difficoltà diagnostiche, spiegano l’eterogeneità dei dati epidemiologici. Il “disturbo del comportamento”, per il quale spesso si chiede l’intervento psichiatrico, può essere esemplificativo dei diversi modi di intendere oggi la malattia mentale e delle svariate aspettative rivolte alla psichiatria.
Il processo di analisi della domanda, di valutazione diagnostica e di progettazione di intervento nel gruppo di lavoro, rappresentano le modalità per un intervento psichiatrico adeguato al paziente e al suo contesto, ma anche per un arricchimento culturale e professionale dello psichiatra stesso.

Vivere in comunità alloggio. Sguardi sul contesto relazionale con i disabili psicofisici.

Scrinzi Mila, Rovereto (TN), laureanda in Scienze Psicologiche della Personalità e delle Relazioni Interpersonali alla facoltà di Psicologia di Padova.

Il testo è rivolto agli aspetti storici e teorici, ai fondamenti tecnici e agli accorgimenti psicoanalitici di chi finora si è interessato di Comunità Alloggio. La cura costituisce l’elemento di giuntura dell’elaborato, coinvolge e unisce i diversi livelli istituzionali, dal progetto individualizzato alla più generale visione e cultura istituzionale. La seconda sezione procede su un aspetto più esperienziale proponendo l’analisi di un’organizzazione, dai criteri metodologici e servizi attivati, allo studio del contesto d’èquipe e le funzioni dell’operatore nell’individuazione di interessanti accorgimenti psicoanalitici promossi dalla struttura.

Il terapista occupazionale: informazioni sulla professione.

Ghensi Rossella, Trento, Terapista Occupazionale. Ha lavorato in strutture per gravi disabili psicofisici; attualmente lavora con pazienti neurologici adulti al Centro Franca Martini dell’Associazione Trentina per la Sclerosi Multipla di Trento.

Cappelletti Sara, Rovereto, Terapista Occupazionale presso l’Azienda Sanitaria. Svolge attività didattica in Terapia Occupazionale per enti privati e pubblici. Delegato Regionale dell’AITO.

Yann Bertholom, Trento, Terapista Occupazionale presso il Centro Riabilitativo “Il Paese di Oz” dell’Anffas di Trento. Membro dal consiglio Direttivo dell’AITO ( Associazione Italiana di Terapia Occupazionale) dal 2003. All’interno del quale ricopro due funzioni: Coordinatore dei gruppi regionali e Rappresentante alla COTEC ( Associazione Europea dei T.O.). Socio fondatore della SITO (Società scientifica Italiana di T.O.) nel dicembre 2004 a Verona. Membro fondatore del progetto “T.O. oltre il Confine” nato nel 2005.

L’uomo è occupato di natura...
La terapia occupazionale è la professione che si occupa dell’attività nella vita dell’uomo.
Nel presente contributo si introducono i concetti base della terapia occupazionale per poi analizzare i modelli che ne raccolgono l’essenza e ne guidano la pratica; segue un excursus storico che rintraccia le antiche radici della cura attraverso l’attività e contestualizza l’attuale panorama italiano in ambito di terapia occupazionale. Un approfondimento è dedicato alle attività terapeutiche rivolte alle persone con disabilità psico-fisiche.

Pet therapy e percezione naturale: metodo Elide DelNegro.

Bolner Maria Chiara, educatrice, musicoterapista, specializzata in pet therapy

Conti Mauro, fisioterapista, specializzato in riabilitazione equestre e pet therapy

Del Negro Elide, pet therapista ideatrice del metodo Del Negro

Di Napoli Arianna, psicologa

Questo articolo si pone come obiettivo di presentare, seppur nelle sue linee generali, il metodo di pet therapy e stimolazioni naturali ideato da Elide Del Negro, definendone gli approcci generali di riferimento, gli elementi costituitivi e le sue modalità di applicazione. Nella seconda parte si riprenderanno queste linee programmatiche all’interno di una esperienza condotta in un centro socio-educativo con persone giovani e adulte diversamente abili. La particolarità del lavoro sta nel coinvolgere piccoli gruppi di utenti anziché casi individuali, dando peso a tutto ciò che lo stare in gruppo comporta e cercando di valutare come e quanto la presenza degli animali possa facilitare le relazioni. È nostra intenzione ribadire che la pet therapy non è una medicina alternativa, ma una co-terapia volta a migliorare la qualità di vita degli utenti.