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Numero 01/2005

Numero 01/2005 - completo

Sezione esperienze

La psichiatria e l’autismo in età adulta.

Capodieci Salvatore, Mestre – Venezia, psichiatra e psicoterapeuta.

L’autore, attraverso una storia clinica che sottolinea come l’autismo non sia soltanto un disturbo dell’infanzia ma dura spesso tutta la vita, passa in rassegna gli aspetti storici, genetici, fisici e le principali caratteristiche dell’autismo per arrivare a soffermarsi sul disturbo in età adulta e sulle opportunità di trattamento. L’articolo suggerisce una riflessione sull’importanza che la moderna clinica psichiatrica accolga la sfida che l’attuale generazione adulta di questi pazienti complessi e multiproblematici pone, in modo da offrire trattamenti terapeutici finalizzati alle differenziate esigenze presentate dall’autistico adulto nei vari contesti e in funzione delle sue diverse abilità.

Progetto per l’attivazione di una rete solidaristica di aiuto.

Rigo Elisa, Rovereto (Tn), sociologa, attiva nell’ambito della disabilità psico-fisica.

Il percorso prevede un excursus sul lavoro di rete affrontato dal punto di vista della community care e della community empowerment, per passare quindi alla presentazione del Progetto Alta Integrazione. La valutazione che seguirà è fatta in una prospettiva positiva, che considera soltanto l’ipotesi che la Comunità risponda prontamente alle richieste mosse dal servizio per la promozione del volontariato.
Questo contributo è la prima parte di un lavoro più ampio, che si concluderà quando saranno disponibili dati contingenti a conferma o meno delle ipotesi qui riportate. L’intenzione è di presentare gli obiettivi del Progetto Alta Integrazione, specificando le premesse teorico-speculative che supportano questa modalità di intervento, per poi, in una seconda fase analizzare i risultati, adducendo una valutazione su questi e sullo svolgimento del progetto.
Il lavoro sul Territorio nasce in parte dallo studio delle dinamiche tipiche delle piccole Comunità ed in parte dalla riflessione sull’esperienza precedente, nonché dall’analisi di casi analoghi portati avanti in altre regioni. La commistione fra teoria e conoscenza concreta del territorio ha condotto ad elaborare un percorso di attivazione che muove proprio dalle reti comunitarie esistenti. La sfida sta in parte nel conquistare la fiducia dei leaders informali dei gruppi cittadini e nel prospettare loro la possibilità di divenire un sostegno per le persone disabili, che necessitano di aiuto concreto in molte fasi della giornata, e anche di un aiuto psicologico per sentirsi accettati dal nuovo contesto.