Numero 01/2004

Numero 01/2004 - completo

Sezione formazione

Il marketing nelle non profit: tendenze, storia e ipotesi di un piano di comunicazione.

Sometti Davide, laureando in Economia e Gestione Aziendale della facoltà di Economia di Trento

La ricerca svolta intende evidenziare l’evoluzione del marketing nelle non profit in particolare mettendo in risalto le tendenze attuali del fenomeno, le origini del marketing non profit ed i compiti che si impone di svolgere (quali produzione di valore sociale,…), l’uso della “rete delle reti” come strumento fondamentale per reclutare volontari e sviluppare professionalità attraverso la formazione
on-line. Si passa poi ad analizzare la più importante delle famose “4P” del marketing che nell’ambito sociale è la “promotion” o comunicazione la quale va studiata nei minimi dettagli. Infine si è voluto ipotizzare un piano di comunicazione volto a mostrare a terzi un immagine positiva dell’organizzazione.

Il rapporto tra operatori e volontari in un centro residenziale per disabili psicofisici.

Prezzi Danilo, Rovereto (TN), educatore, responsabile del progetto Macramè di promozione del volontariato per la disabilità psico-fisica.

Sempre più i volontari si trovano ad operare fianco a fianco con i professionisti del sociale, siano essi addetti all’assistenza, educatori o tecnici di vario tipo. Questo rapporto, per sua natura, può dare luogo a processi virtuosi, ma può pure portare con sè una serie di problemi e di difficoltà, per affrontare le quali l’organizzazione deve effettuare un’analisi interna e dotarsi di strumenti adeguati. Vanno gestite le situazioni con una forte attenzione alla complessità del contesto e alla eterogeneità delle variabili in campo.

Processi di auto ed eteroattribuzioni di ruolo nella relazione di maternage con il disabile neuropsichico.

Degasperi Luca, psicologo e psicoterapeuta, direttore Cooperativa Sociale Villa Maria, Lenzima
di Isera – Trento.

La relazione di maternage con gravi disabili psicofisici sembra generare specifiche reazioni inconsce negli operatori che adottano tale approccio, determinando complessi processi di simbolizzazione. In particolare, l’auto e l’eteroattribuzione di ruolo negli operatori sembra confrontarsi in primo luogo con la matrice genitoriale dell’intervento, spostando l’interazione reale con l’utente su un codice affettivo che può esprimere fantasie o contenuti idealizzanti e riparativi, onnipotenti, depressivi o persecutori fino ad involuzioni del rapporto che determinano la perdita del compito o l’utilizzo strumentale dello stesso.